La nascita di Striscia la Notizia. Un programma che negli anni ’90 diventò leggenda

Era il 7 novembre 1988 quando su Canale 5 andava in onda per la prima volta Striscia la Notizia. Una sigla irriverente, un bancone giallo e due conduttori con lo sguardo tagliente: era nato il primo TG satirico della televisione italiana, creato da Antonio Ricci.

Negli anni ’90, Striscia non era solo un programma di successo. Era un’abitudine serale, un fenomeno di costume, un piccolo specchio dell’Italia tra ironia, denuncia e leggerezza.

🟨 Le origini: un’idea rivoluzionaria (per davvero)

All’inizio fu Gianfranco D’Angelo il volto di punta, con Dario Ballantini e Gino & Michele come autori.
La missione? Smontare i telegiornali “seri” con un linguaggio pop, sketch fulminanti, servizi di denuncia confezionati come fossero commedie brevi. Il nome “Striscia la Notizia” era già una provocazione: non il TG vero, ma una “striscia”, qualcosa che scivola sotto, che fa rumore e intanto… fa ridere.

🤝 La coppia d’oro: Greggio & Iacchetti

Nel 1994 si forma la coppia storica più amata degli anni ’90: Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Il primo con il suo humor da slapstick, il secondo con l’ironia surreale e dolceamara. Il loro stile definisce il volto del programma per un’intera generazione: botta e risposta, tormentoni, parodie, risate complici davanti a milioni di spettatori.

💃 Le veline? Un simbolo di quell’epoca

Le veline, nate come gag parodica della presenza femminile nei TG veri, diventano subito un elemento di riconoscibilità fortissimo. Negli anni ’90 si alternano sul bancone tantissimi volti – alcune destinate a diventare famose nel mondo dello spettacolo, altre semplici icone di quel decennio. Ma più che la polemica, a colpire era lo stacchetto: la sigla visiva che diceva a tutti “ok, è ora di cena e c’è Striscia”.

🧸 Il Gabibbo: la mascotte più famosa d’Italia

Introdotto nel 1990, il Gabibbo è diventato il volto buono, goffo e irresistibile del programma.
Rosso, enorme, con la voce roca e l’accento genovese, era una via di mezzo tra mascotte da cartoon e inviato sul campo. Oltre ai siparietti comici in studio, nei ’90 era protagonista di servizi tra la gente, nelle piazze, nei mercati e nelle strade, spesso per dare voce a cittadini comuni o denunciare ingiustizie quotidiane. Amatissimo dai bambini, popolarissimo ovunque, è stato anche testimonial di spot, pupazzi, videogame e dischi. Impossibile pensare agli anni ’90 senza lui.

📼 I servizi cult degli anni ’90

Nei suoi primi dieci anni, Striscia racconta l’Italia con coraggio e ironia:

  • le truffe nei supermercati (mitici i controlli con termometro o bilancia),
  • le inchieste sulle pubblicità ingannevoli,
  • le gaffe dei politici, immortalate e ripetute finché diventavano tormentoni.

E poi, naturalmente, il Tapiro d’Oro, nato proprio nel 1996.
Un’icona istantanea: se arrivava il tapiro, significava che avevi “fatto una figuraccia”. E la nazione intera rideva con te. O di te.

🌀 Anni ’90: quando la TV era regina (e Striscia comandava il palinsesto)

Oggi siamo abituati a scegliere on demand. Ma negli anni ’90, il flusso della sera era sacro: TG5 → Striscia → Prime Time. E mentre la pasta era in tavola e lo stereo era spento, la TV era tutta per loro: Ezio, Enzo, le veline, i servizi, la sigla, il bancone.

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