📂 Un quaderno spesso come un vocabolario. Ma più importante.
Chi è cresciuto negli anni ’90 ha avuto almeno una volta un porta-CD da 96 dischi. Nero, di stoffa, con l’anima rigida e l’odore tipico della plastica. Lo aprivi e ti sentivi il custode di un tesoro: il tuo mondo musicale personale, masterizzato a casa o ricevuto in dono.
Ognuno aveva la sua logica:
- Ordinamento alfabetico
- Divisi per genere (“Dance”, “Rock”, “Tristi”)
- O a caso, con l’unica regola che “il primo è quello che ascolti di più”
✍️ Titoli scritti con l’uniposca (male)
Ogni CD masterizzato era una piccola opera d’arte fai-da-te:
- C’erano quelli con il titolo scritto a mano tremolante
- Quelli con disegni a spirale
- Quelli con adesivi sopra il disco (che poi non girava più)
Nessuno scriveva il nome corretto delle canzoni. “Dens Peper”, “Magik Sistem”, “Erik Claptom”. Ma non importava. Quel CD era tuo. Era TU musica.
🎶 Le compilation erano emozioni impresse su plastica
C’erano le “Hit Estate ’99”, le “Dance Truzze Mix”, le “Canzoni da piangere”.
E ognuna aveva una tracklist che ti spaccava il cuore (o le casse dello stereo):
- Gigi D’Agostino – L’Amour Toujours
- Eiffel 65 – Blue
- DJ Dado – X-Files Theme
- Laura Pausini – Incancellabile
- Gli 883 – Come mai
Ogni disco era un fotogramma della tua adolescenza sonora.
🔄 I CD che giravano di più… e si rigavano per primi
Il porta-CD aveva un difetto: non proteggeva davvero nulla.
I dischi si graffiavano appena li sfioravi.
E ovviamente si rovinavano proprio nel punto della tua canzone preferita.
“Blue dabadee daba—KRSSHHH—da ba dee”.
Eppure li custodivamo come reliquie, soffiandoci sopra come se fossimo dei DJ in consolle, anche quando stavamo solo ascoltando “If You Come Back” dei Blue.
📻 Portarlo in giro era come portarsi il cuore
Ti ricordi quando uscivi di casa con lo zaino, il walkman e il porta-CD da 12 dischi in versione compatta?
Lo infilavi nella tasca grande e sapevi che con quei 12 CD potevi affrontare il mondo:
- Uno “power” per il pullman
- Uno “triste” per il ritorno
- Uno “caso mai serve la musica romantica”
Oggi abbiamo tutto nello smartphone. Ma vuoi mettere la sensazione di scorrere con le dita quelle taschine trasparenti?

💿 E tu? Ce l’avevi il porta-CD da 96?
Magari lo hai ancora, da qualche parte, con:
- La traccia fantasma nascosta alla fine del disco n. 3
- Il CD del tuo primo amore
- Un disco senza titolo, che oggi non sai più cosa contenga
Ma non importa: quella plastica trasparente conteneva una vita intera.


