Se dici “mare”, oggi pensi a spiagge social, prenotazioni online, ombrelloni numerati, sushi delivery sotto il gazebo.
Ma negli anni ’90 il mare era un’altra cosa.
Era più sabbia nei costumi che sul bagnasciuga.
Era più sabbia, meno filtri.
E tutti eravamo felici così.
🏖️ L’ombrellone era tuo solo se arrivavi prima
Altro che app con mappa dei posti liberi.
La corsa era alle 7 del mattino con l’asciugamano, per piazzarti vicino alla torretta del bagnino o sotto la cabina di Nonna Enrica.
E se non lo facevi… ti toccava la ghiaia.
🧃 Il pranzo? Fette di anguria e panino col tonno
In spiaggia, il tonno era gourmet, il pane raffermo era normale, e l’unico “delivery” era mamma che arrivava con la borsa frigo.
Dentro:
- Panini con la cotoletta avanzata
- Succo Billy
- Ghiaccioli sciolti
- Frutta già tagliata
E ovviamente… la sabbia come spezia.
🎶 Il jukebox del chiosco
Ogni spiaggia aveva il suo chiosco, e ogni chiosco il suo jukebox sgangherato.
Un gettone, una canzone.
E poi tutti a ballare con:
- Corona – Rhythm of the Night
- Double You – Please Don’t Go
- Ambra – T’appartengo
E chi metteva “Acida” o gli Articolo 31 era subito DJ.
🛟 Il bagnino era la tua rockstar
Aveva 18 anni, i Ray-Ban a specchio, e un fischietto come arma.
Faceva più salvataggi romantici che reali.
Ma quando entrava in acqua con il baywatch-style… eravamo tutti incollati.
🎮 Quando il Game Boy si surriscaldava sotto l’ombrellone
La sabbia entrava ovunque. Le pile duravano pochissimo.
Ma tra un bagno e l’altro, chi aveva il Game Boy o il Tamagotchi era un po’ il re della spiaggia.
(Finchè non squillava la mamma: “Hai finito i compiti?!”)
💦 L’ultimo bagno prima di partire era sempre il più triste
Risciacquavi i secchielli, toglievi la sabbia dai sandaletti,
e sapevi che il prossimo tuffo… era a scuola, nel diario pieno di compiti.
Ma intanto, il mare degli anni ’90 lo portavi con te.
In una cartolina, una conchiglia… o semplicemente in un ricordo felice.

